lunedì, 03 dicembre 2007

Eccoci qua, arriva la stagione dei dolci e delle cioccolate calde davanti al caminetto! Ok, magari è una visione un po' romantica che non combacia poi tanto con la realtà, ma di certo la stagione natalizia porta con se un buon numero di dolciumi caratteristici, alcuni più facili, altri più difficili da preaparare

Quello che vi propongo oggi è mediamente facile e molto popolare soprattutto nel nord Europa.

gingerbreadmen

Gli Omini di pan di Zenzero

Ingredienti

100g zucchero
120g burro
160ml di melassa o miele liquido
1 uovo grande

450g Farina tipo 00
1bustina di lievito per dolci
due pizzichi di sale
2 cucchiaini di zenzero
1 cucchiaino di cannella
1/4 di cucchiaino di noce moscata
1/4 di cucchiaino di chiodi di garofano

Cosa vi serve

Due ciotole ampie
Una frusta o uno sbattitore elettrico
Una teglia da forno
Carta da forno
Pellicola trasparente.

Tempo di preparazione dell'impasto 30 minuti
Tempo di preparazione dei biscotti 20 minuti
La pasta deve però riposare almeno quattro ore in frigo prima di poter essere usata.

Difficoltà: medio bassa.

Che fare 

In una delle due ciotole, mescolate tra loro gli ingredienti secchi, il che significa la farina, le spezie, il lievito, tutto quanto tranne lo zucchero.
Lo zenzero, la cannella e tutte le altre spezie sono da considerare in polvere. Potete trovarle praticamente in ogni supermercato senza difficoltà.
Se non doveste trovare i chiodi di garofano macinati, sappiate che la parte che ci interessa è il 'picciolo', che potete sbriciolare tra le dita senza troppa fatica.
Le quantità indicate di spezie sono quelle minime per dare ai vostri biscotti il sapore deciso che devono avere, ma una volta fatto un primo tentativo potete variarle.
Un solo consiglio: non aumentate la dose di noce moscata, che può far male

 

Nella seconda ciotola lasciate ammorbidire il burro completamente, fino a che non è possibile mescolarlo con la frusta allo zucchero.
Sbattete il burro con la frusta o col frullino elettrico, mescolandolo con lo zucchero e montandolo quindi leggermente, per circa tre-cinque minuti, fino a che non ha raggiunto una consistenza leggermente spumosa.
A quel punto aggiungete l'uovo e continuate a montare il tutto, amalgamandolo perfettamente.
Per ultima aggiungete la melassa.
E' abbastanza difficile trovare la melassa e per questo potete sostituirla con del miele millefiori liquido nella stessa quantità. Il sapore sarà leggermente diverso, ma altrettanto buono (a me ad esempio piace di più!).


Incorporate gradualmente gli ingredienti secchi in quelli umidi, facendo attenzione a non formare grumi.
Arriverete così a formare una pasta molto morbida, leggermente spumosa e appiccicosa.
Formate una palla e avvolgetela nella pellicola trasparente, prima di riporla in frigo per almeno 4 ore.
Se avete tempo, è meglio preparare la pasta la sera prima e lasciarla riposare per tutta la notte prima di usarla.

Quando sarà il momento, cominciate a dare la forma ai biscotti, prendendo dal frigo un pezzettino di pasta alla volta, per evitare che si riscaldi e diventi impossibile da lavorare.
Usate stampini a forma di omino o di soggetti natalizi o a tema con il vostro umore del momento! ;)
Decorate i biscotti con uvetta o codette, prima di infronarli, e con glassa e caramelle gommose quando saranno raffreddati.

Disponete i vostri biscotti su una teglia ricoperta da carta da forno. tenete una piccola distanza tra un biscotto e l'altro, perché tendono a crescere un pochino mentre cuociono.
Infornate il tutto a 160 gradi e fate cuocere per 20 minuti.

ATTENZIONE! I biscotti sono cotti quando diventano color caffelatte e sono ancora morbidini, un po' come i cookies. Si induriranno e diventeranno croccanti quando si raffredderanno. Cuociono comunque molto in fretta, quindi teneteli d'occhio attentamente, altrimenti richiate di carbonizzarli!

Creano una seria dipendenza... io vi ho avvertito!

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categoria:dolci, biscotti, ricette elaborate, altrecucine
martedì, 14 agosto 2007
Livin' la vida loca?!

Mah, vedetela un po' come vi pare... Io sono felice. Anche se, in effetti, poco fa, mentre ultimavo le operazioni per una delle mie numerose tornate marmellatifere dell'estate, su mtv è apparso Ricky Martin con la suddetta canzone, e io mi sono sentita per un momento alquanto 'zdaura (mi scusino i non-bolognesi, è proprio l'espressione più calzante, comunque diciamo che anche "sciura" ci poteva stare, sempre per stare su un altro dialetto), alle prese con mestoli e vasi invece che con cocktails, danze e ancheggiamenti seducenti.
Ma non credo sia una cosa lofia, l'aver "sacrificato" una serata in nome di alcuni vasetti di composta di fichi selvatici, uvetta e noci, anzi. Il risultato è effimero quanto una serata passata fuori a folleggiare, ma quando i vasetti saranno aperti ed il loro contenuto gustato, l'appagamento che ne deriverà, pur breve, sarà una ricompensa più che equa.
Certo, uno stesse ogni sera dell'anno solo chiuso in casa a cucinare, effettivamente sarebbe alquanto borderline (anzi, direi già ampiamente di là), ma ogni tanto la Nonna Papera che è in me ha bisogno di sollazzarsi come meglio crede, e chi sono io per negarglielo?!

Ingredienti:
-1 kg di fichi mondati
-il succo di un limone (e, se lo si desidera, anche la scorza grattugiata)
-un mezzo kg circa di zuccchero
-un abbondante pugno di uvetta sultanina
-una manciata di gherigli di noce spezzettati.

Procedere come per una normale confettura e invasare ancora bollente.
Tutto qui, facile facile!
postato da: dilettaluna alle ore 00:12 | Permalink | commenti
categoria:blablabla, conserve, ricette semplici
lunedì, 18 giugno 2007


Ma salve!

Di nuovo sui vostri schermi eccoci qua. Non sto come al solito a spiegare perché scrivo così di rado, perché ormai che sono orrrendamente pigra e gelosa delle mie ricette lo sapete perfettamente. E' che mi fa una tale tristezza girare tra tutti i bei blog di cucina che ci sono e pensare invece al co-mio così triste e loffio e vuoto...
Per cui eccoci qui, a fare 2 convenevoli e a postare una ricettina semplice semplice, davvero alla portata di tutti.
Sto parlando dell'hummus, meravigliosa cremina di ceci che ora che è estate (ma io la faccio spessissimo anche in inverno) si presta proprio bene a fare da antipasto/aperitivo/piccolo secondo poco impegnativo, specie se accompagnata da crostini vari, pane arabo o piadina caldi, e/o anche da verdure crude come carote o sedano.
E' veramente facile da realizzare, specialmente nella versione "truccata", cioè quella in cui non si utilizzano, come ortodossia prescriverebbe, i ceci messi a bagno il giorno prima e poi lessati in proprio, bensì quelli in scatola.
Vabbè, bando alle ciance e andiamo di ricetta:
Ingredienti:
.1 barattolo di ceci già cotti
.pasta di sesamo, leggasi Tahina, reperibile nei negozi asiatic/mediorientali, ma anche nei supermercati un po' forniti o anche nei negozi di robe biologiche, perfino in alcune erboristerie (e poi non dite che non vi ho dato dritte per trovarla!)
.1 spicchio d'aglio piccolo, a cui è stato tolto il germoglio verde interno
.succo di limone
.olio extravergine di oliva
.sale
.cumino in polvere
Procedimento:
Come detto, facilissimo: si sciacquano i ceci e si scolano, poi si frullano nel frullatore (ma và?!) assieme agli altri ingredienti. Laddove non è indicata la quantità è perché si intendono a piacere, ovverossia a vostro gusto; c'è chi lo preferisce più aglioso, più limonoso, etc. Il consiglio è di non abusare con la tahina -procedere semmai per gradi aggiungendone poco per volta e assaggiando per verificare- perché se troppa a mio avviso dà un gusto un poco amaro.
Tutto qui, l'ho detto che era semplice, però è davvero una cosetta buona.
Se non avete sottomano o non riuscite a reperire la tahina (peraltro, come cavolo sia possibile, con tutte le opzioni che vi ho fornito, lo sapete solo voi) potete usare in alternativa del burro di arachidi o dei semi di sesamo previamente tostati. Se non avete il cumino potere mettere un po' (ma solo un po') di peperoncino piccante, oppure del pepe bianco, ma perderà in aroma.
Se siete a dieta strettissima potete sostituire l'olio con un poco d'acqua (se non c'è un ingediente liquido resta troppo granulosa).
Se avete altre fisime o mancanze.. non ci posso fare niente! Scherzo, ovviamente, saremo invece qui a suggerire altre varianti possibili, vogliamo troppo bene all'hummus per pensavene privati..

Dai, per oggi la coscienza è soddisfatta, chissà se sarò ancora brava ad aggionare prima di altri 5 anni... Vamos a ver!

postato da: dilettaluna alle ore 19:50 | Permalink | commenti
categoria:blablabla, ricette semplici
sabato, 07 aprile 2007
Miei cari eccoci alle soglie della Pasqua!
Ogni zona d'Italia ha le sue tradizioni culinarie a riguardo e ogni famiglia le sue consuetudini.
Vi chiederete è forse napoletana la Tanà? Perché effettivamente il tortano è un tipico cibo pasquale partenopeo...
No, nessuno in famiglia ha origini campane, ma mio babbo, dopo aver abitato a Napoli per qualche anno, ha importato in famiglia la tradizione di  tortano e pastiera e così la sottoscritta ogni anno viene messa al lavoro per questa non semplicissima preparazione!

Prima di tutto, che cos'è il tortano?
E' un favoloso pane condito, una grande torta di pane se vogliamo, che si mangia a fette e che può accompagnare altri cibi o essere gustato da solo, magari durante un pic nic di pasquetta...
La preparazione di questo piatto non è particolarmente difficile, ma senz'altro lunga e un po' laoboriosa e, soprattutto, va evitata la troppa fiducia nei parenti...
Perché?
Perché oggi ho fatto l'errore madornale di dire a mia madre "Tra una mezz'ora, quando ha finito di lievitare, mettimelo in forno a 180 gradi e poi chiamami tra un'oretta per dirmi come è messo"
Dovevo uscire e ho ingenuamente pensato che lei fosse in grado di darmi un ragguaglio attendibile per una questione semplice come "e' cotto/è quasi cotto/è dorato/sta bruciando"
NO.
MAI fidarsi.
Quando sono tornata, dopo che mi aveva chiamata allarmata, dicendo che per lei era praticamente alle soglie del bruciare e dicendo che era di colore brunito tendente al marrone, che a suo parere andava spento... Beh, neanche bisogno di dirlo, l'ho visto ed era crudo. Bianco. Porcapuu...lzella!
Mai fidarsi.
Detto questo, eccovi la ricetta!


tortano



Cosa serve:

1 kg di farina di semola
2 cubetti di lievito di birra
sale
pepe
100 grammi di strutto (o burro)
Tre uova sode
salame a piacere
almeno due varietà di formaggio a piacere (provolone piccante, pecorino, emmental...)

Uno stampo largo con il buco centrale.


Che fare.

Sciogliere il lievito di birra in circa 1/4 di litro di acqua tiepida(non calda).
Impastare la farina con lo strutto e aggiungere progressivamente il lievito sciolto e la farina, poco sale e molto pepe, fino ad ottenere un impasto elastico che però si stacca facilmente dalle mani.

Un consiglio: se siete pratici di impasti come questo, come quello del pane e simili, potete impastare con la calssica tecnica della fontana.
Si dispone la farina su un tagliere e si mettono al centro gli ingredienti umidi, incorporando la farina a poco a poco.

Se però non siete avvezzi a questo genere di operazione, consiglio di adottare una tecnica più furba.
Mettete lo strutto in una terrina molto grande (30-35 cm di diametro?) e incorporate un po' di farina.
Quando ne avete aggiunta circa quattro cucchiai e avete mescolato bene, aggiungete un po' di lievito sciolto nell'acqua e cominciate a mescolare con la forchetta, come se steste sbattendo un uovo per la frittata.
Aggiungete gradualmente farina e lievito, alternando, mantenendo il composto nè liquido,nè solido. Deve essere una specie di crema molto molto densa e collosa.
Quando avrete esaurito l'acqua e lievito, proseguite aggiungendo farina, fino a che l'impasto non comincia a solidificarsi e diventa impossibile usare ancora la forchetta.
Solo a quel punto infarinatevi le mani e cominciate a lavorarlo e impastare davvero.
Sarà molto meno difficile ottenere un impasto omogeneo e, particolare non trascurabile, sporcherete anche meno in giro!


Quando avete ottenuto un impasto elastico (ma non troppo asciutto e farinoso, attenzione) mettetelo in una terrina, copritelo con uno strofinaccio umido e lasciatelo lievitare per due ore in un posto caldo(non il forno, eh! Basta la cucina o magari a un metro dal termosifone)

Dopo due ore di lievitazione, l'impasto avrà raddoppiato il suo volume.


Nel frattempo, mentre aspettate che lieviti, cuocete le uova sode e lasciatele raffreddare prima di sbucciarle.
Tagliate il formaggio a dadini e lo stesso fate per il salame.
Non esagerate con il condimento, taglaite dadini fino a riempire circa una fondina o una grossa tazza da colazione, di quelle per i cereali.
Prendete lo stampo e ungetelo accuratamente con lo strutto. Non lesinate che se no si attacca!


Prendete l'impasto lievitato e stendetelo fino ad ottenere uno spessore di circa un centimetro.

Dovete ottenere un rettangolo lungo circa 35 cm e alto 20.Sono misure indicative, tenete conto che poi andarà arrotolato.

Spargete il salame e il formaggio sulla pasta, come nell'immagine.
Cercate di essere uniformi e di non esagerare perché altrimenti poi arrotolarlo sarà un'impresa epica!

A questo punto mettete le uova.
Potete metterle intere, per il verso della pasta, oppure tagliarle a dadini o a pezzetti, spargendole lungo tutto l'impasto.

Una volta finita la farcitura, arrotolate il tutto per il verso della lunghezza e chiudetelo.


Mettete il rotolo nello stampo, congiungendo le due estremità e chiudendole insieme.
Ricoprite di nuovo con lo straccio umido e fate di nuovo lievitare per circa un'oretta.



Accendete il forno e riscaldatelo a 180 gradi.
Quando la pasta è lievitata abbastanza, infornate!

Deve cuocere per poco più di un'ora, a seconda dei forni. Sarà pronto quando vedrete la pasta diventare di un bel colore dorato intenso, quasi marroncina e quando dal forno arriverà un buon odore di cotto!
( NON  quando vostra mamma vi dice che è pronto!)

Ora il punto dolente...
C'è un rischio in questo procedimento, ovvero quello che il tortano non lieviti.
Può dipendere da diversi fattori.
Una causa frequente è la troppa farina: nell'ansia di fare un impasto non colloso potreste aver messo troppa farina e il tutto risulterebbe asciutto e troppo duro.
Il lievito potrebbe essere poco per la quantità di farina usata. Due cubetti in genere sono abbastanza, ma alle volte capita.
Oppure può essere colpa della particoalrità stessa del tortano, ovvero quella di essere un impasto a base di molti grassi, che, come noto, non rendono la lievitazione semplice, anzi, a volte la stroncano proprio sul nascere.

Come fare?
Prima di tutto non eccedete con lo strutto e con il ripieno, soprattutto di formaggio.
E poi, cosa fondamentale, non preparatelo il giorno stesso in cui dovete presentarlo, lasciatevi il tempo di correre ai ripari e rifarlo da capo!

Vi chiederete "Ma allora perché non segui i tuoi stessi consigli e ti sei ridotta a farlo all'ultimo momento?"
Eh no! Io son previdente!
Solo che son sfigata...

Ho fatto un primo tentativo ieri, ricordando che alle volte succede il patatrac... Ed è successo.
Lo stronzetto non ha lievitato.
Per cui oggi, con cautela e cura infinite, l'ho rifatto da capo. Stavolta era perfetto! Per-fett-to!
E mia madre è riuscita a mandarmelo in vacca!!!

Dovesse succedervi la stessa cosa (anche se vi auguro di no) potete provare a fare come me: l'ho rimesso in forno e ho acceso, sapendo che peggio di così non può andare.
Ora è... Boh? Forse un po' si è rimediato e almeno l'esterno non è più umidiccio. Però non è il capolavoro che speravo venisse, mannaggia la miseria!!!

Siate previdenti e, come in X-Files, in cucina
TRUST NO ONE!!!

Ah, per la cronaca, la pastiera invece è venuta impeccabile!
postato da: Tanachvil alle ore 22:49 | Permalink | commenti (2)
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martedì, 27 febbraio 2007

muffins

Un paio di giorni fa ho provato a cucinare qualcosa che non avevo mai fatto.
Nulla di troppo complicato a dire il vero, ma non avevo mai fatto i muffins.

Così ho per prima cosa cercato in rete un paio di ricette che mi ispirassero fiducia, ho fatto qualche confronto e poi ho stampato quella che mi sembrava più affidabile. Dopodiché ho telefonato a Dilettaluna per chiedere a lei l'approvazione delle istruzioni scelte, dato che tra noi è senza dubbio lei la Signora del regno dei Muffins.
Lai ha approvato tutto, con qualche saggio suggerimento e di lì a poco mi sono messa all'opera.

Ogni tanto mi capita: io che da sempre sono anarchica in fatto di cucina e che leggo le ricette per poi dimenticarle l'istante successivo, di tanto in tanto decido che farò la persona savia e coerente e seguirò pedissequamente le istruzioni scritte, senza sgarrare di un solo piccolo millimetro.
Così ho fatto questa volta e ho dimenticato di osservare la regola d'oro che dovrei stampare a caratteri cubitali sulla copertina del mio ricettario: MAI FIDARSI! Una specie di Fox Mulder delle ricette: trust no one!

E' inevitabile, la ricetta può essere stata scritta in perfetta buona fede, ma non bisogna mai dimenticare che:

1- Non bisogna mai tentare di cucinare qualcosa di nuovo seguendo una ricetta sconosciuta se si tratta di qualcosa che vogliamo presentare ad altri e fare bella figura! La prima volta si prova da soli, in piccole dosi e con tutta la libertà di gettare gli orridi risultati nel bidone!

2- Il tempo di cottura non si può stabilire in uno standard valido per tutti e il più delle volte è indicato a naso, a buon senso, e sarà sempre scarso!

3- Le dosi talvolta sono psicoticamente sballate e non c'è modo di scoprirlo se non una volta assaggiato il risultato.

Così i miei primi muffins (semplici, con goccie di cioccolato) sono stati un disastro: impasto troppo liquido, tempo di cottura scarso e quindi coesione molecolare del prodotto finito pari allo zero.

Secondo tentativo: muffins alla cannella e goccie di cioccolato.
Raddoppiato i tempo di cottura e aumentata la quantità di farina.
Coesione molecolare ottima e risultato apprezzabile.

Terza infornata: anche qui dimentico una regola d'oro, ovvero quella che raccomanda di non fare mai le cose di fretta. Fatto sta che HO fretta e decido di fare una teglia di muffins salati prima di andare a dormire, di ritorno da una serata fuori.
Ok, dalla mia ho la scusante che dovevo portarli il giorno successivo e non avevo voglia di alzarmi presto per farli e tra l'altro quelli che avevo già fatto non erano abbastanza, però... Però, come ovvio quando sono le tre del mattino e hai sonno, cerchi di finire tutto il prima possibile.

Risultato: cannato in pieno le dosi del bicarbonato.
Più che muffins sembravano Alka-seltzer al formaggio.

Al che, al mattino dopo, mi sono comunque alzata presto e ho fatto altre due (sì, lo so, sono scivolata nell'ossessione...) infornate: doppio cioccolato e formaggio(questa volta niente alka-seltzer).

Questa volta ho fatto tutto come si deve e il risultato era ottimo.
Ora ho imparato, fidarsi va bene, ma essere scettici e provare prima è meglio!
Per non smentirmi e per fuorviarvi a dovere, ecco la ricetta base:


Muffins

Ingredienti secchi:
70 grammi di zucchero semolato
125 grammi di farina tipo 00
mezza bustina di lievito
un cucchiaino raso di bicarbonato di sodio

Ingredienti liquidi:
60 grammi di burro
2 uova piccole-medie
100 ml di latte

Che fare:
Accendere il forno a 180g e metterci il burro in una ciotolina di pirex per farlo sciogliere mentre si scalda.

Mescolare gli ingredienti secchi tra di loro in una ciotola.

Mescolare uova e latte con il burro fuso mescolando in fretta con la frusta in modo che il calore del burro non cuocia le uova.

Unire tutti gli ingredienti insieme, mescolando bene, ma non troppo a lungo. Se l'impasto è un po' granuloso va bene, non serve sia una crema, anzi, melgio se non è perfetto.
Se vi sembra troppo liquido aggiungere un cucchiaio o due di farina, ma occhio a non esagerare!

Versare l'impasto negli stampi a cucchiaiate.
Se volete usate i pirottini di carta come supporto oltre alla teglia.
Se la teglia è di teflon imburratela, se è di silicone ovviamente non serve.

Non riempite fino all'orlo gli stampi altrimenti se per caso non cominciassero a lievitare subito straborderebbero in modo ignobile: fate qualche prova prima di cercare di ottenre l'effetto 'fungo' che si vede nei libri di cucina e nei film!

Cottura:
Infornare il tutto e lasciare cuocere per... Ecco, io dico almeno 30-35 minuti, ma questo vale per il mio forno! Ricordate la regola d'oro numero 2!
Lasciare raffreddare qualche minuto prima di sformare i muffins, ma serviti caldi sono strabuoni!

Varianti:

A questa ricetta base potete aggiungere goccie di cioccolato appena prima di versare l'impasto negli stampi oppure goccie di cioccolato più cacao (mescolato agli ingredienti secchi all'inizio) per farli double chocolate. Altre varianti possono essere alla cannella, all'uvetta, mela e cannella, mela cannella e uvetta, e tutto quello che vi viene in mente, ricordando di aggiungere gli ingredienti a pezzi e soprattutto quelli umidi, come la frutta, alla fine, quando tutti gli altri ingredienti sono già mescolati.

Per fare dei muffins salati, magari col formaggio, il procedimento è lo stesso. Calate un po' la dose di latte e usate lievito non vanigliato, ma soprattutto ricordatevi che il bicarbonato è salato, quindi non esagerate con sale e spezie varie!

Ad ogni modo i muffins salati più buoni che abbia assaggiato li fa proprio Diletta, quindi se volete la ricetta, cominciate a implorare lei!
postato da: Tanachvil alle ore 01:52 | Permalink | commenti (3)
categoria:dolci, blablabla, opinioni e chiacchiere, ricette semplici
domenica, 28 gennaio 2007
Bring me to life.

Salve! Facendomi largo tra ragnatele e mucchi di cianfrusaglie accatastate, eccomi qua a cercare di insufflare un poco di nuova vita a questa creatura..
Ci penso spesso, che non si creda, ma poi non pubblico mai niente.
Purtroppo non è qualcosa di così facilmente risolvibile; il mio problema -a parte l'aver lavorato in una sorta di miniera per gli ultimi n mesi, e quindi aver avuto assai poco tempo per tutto- è fondamentalmente che sono gelosa come una biscia delle mie ricette. Ebbene sì, sono cattiva, cattiva cattiva.
Una volta nella prefazione di un qualche ricettario ho letto qualcosa di strappalacrime tipo che all'autore non importava svelare i suoi segreti, perché tanto la base di tutto era che le sue ricette sono fatte con amm
óre e che quello è irripetibile ed insostituibile. Commovente, ma la reputo una solenne vaccata. Anche la quasi totalità di quello che cucino io è fatta con amore, e per di più con le mie manine (manone) d'oro, ma ciò nonostante, col cavolo che vi vengo a svelare i miei segreti..
Sì, sono cattiva, e per di più me ne vanto. Ah, che rifiuto della società...
E, peraltro, allora cosa ci vengo a fare in un blog di cucina?!
Chissà.

Comunque, tanto perché la coerenza è un'opinione, ora vi beccate una ricetta, è dedicata alla lavatrice di casa, che dopo tanti anni di onorato servizio sta per lasciarci.
La ricetta non è mia, è una delle tante versioni della cosiddetta Torta tenerina al cioccolato che girano per la rete, però siccome mi è piaciuta ve la passo.

Allora, chi era quella cattiva?
!

*Ingredienti:
.200 gr cioccolato (meglio se fondente, ma fate un po' voi)
.200 gr zucchero semolato
.100 gr burro
.3 uova (medie, direi, non microscopiche, ma neanche enormi)
.3 cucchiai di farina

*Preparazione:
.Fondere il cioccolato a bagnomaria, aggiungere il burro e spegnere il fuoco. Far raffreddare.
.Montare i tuorli delle uova con lo zucchero fino ad ottenere un bella crema densa, poi aggiungere, alternandoli, la farina setacciata e il composto cioccolato-burro.
.Montare a neve ben ferma gli albumi ed aggiungerli con delicatezza al composto, amalgamando perfettamente.
.Versare in una teglia da circa 22/24 cm di diametro (la torta dovrà risultare alquanto bassa e con una teglia più grande l'impasto si spanderebbe troppo e con una troppo piccola si alzerebbe in cottura) e cuocere in forno preriscaldato a 200 gradi per circa un quarto d'ora, o fino a quando la torta non formerà le prime crepe in superficie.
.Far raffreddare (ma non essendoci lievito è buona anche tiepida) e servire spolverizzata di zucchero a velo. E/o, se siete proprio dei porci, con una palletta di gelato alla vaniglia.

Bon, per ora direi che è già una bella abbuffata di parole, dopo cotanto digiuno; vediamo se riuscirò a tornare a nutrire con almeno una certa regolarità questo spazio..
¡Hasta chissà quando!

postato da: dilettaluna alle ore 18:45 | Permalink | commenti (1)
categoria:dolci, blablabla, ricette semplici
martedì, 28 marzo 2006
Buondì!
Dunque, devo dire che da sempre le serate di gioco di ruolo si sono rivelate una discreta palestra culinaria.
Siamo tutti Munchkin, suvvia, e mentre si tirano dadi si sgranocchia, è un assioma sempiterno!
Se normalmente, però, il giocatore medio si ordina una pizza o compra patatine, nei vari gruppi con cui ho giocato c'è stata, di tanto in tanto, l'abitudine di approntare varie prelibatezze autoprodotte.
Tutto cominciò, per quanto mi riguarda, con le torte preparate per la campagna di AD&D di Ale e le cenette da Francesca, per proseguire poi con i manicaretti da live di Felsina e le bottiglie di rosso delle serate a Seattle Changeling... Poi Irish, il connubio con Dilettaluna e adesso, alla fine, la campagna Hogwarts che si rivela più che produttiva dal punto di vista mangereccio!

Tutta questa premessa per introdurvi l'ennesima ricetta nata per ristorare i miei giocatori Potteriani del sabato sera.
Questa volta mi sono buttata sul salato e ho prodotto delle crocchette di zucca, patate e funghi di cui sono abbastanza fiera, ma che certo non rifarò tanto presto...


Tempo di preparazione: da due ore a infinito... A seconda della quantità.
Difficoltà di preparazione: Inzomma... Facile no di certo.


Ingredienti

- La solita quantità variabile di zucca (due confezioni di quella tagliata in vaschette oppure un quarto abbondante di una zucca intera a seconda di quanti siete e di quanto vi piace!)
- Una confezione di funghi porcini secchi
- cinque o sei patate belle grandi
- pane grattugiato
- farina
- tre uova fresche
- cipolla
- burro
- parmigiano reggiano grattugiato


Cosa vi serve

Una serie di pentole di cui:
-una pentola fonda per cuocere le patate
-una padella in cui soffriggere e saltare i funghi
-una pentola ampia per tirare il purè
-una pirofila da forno per cuocere la zucca

-svariati cucchiai di legno
-uno schiacciapatate e/o un frullatore (meglio se ad immersione, tipo minipimer)



Che fare

Per prima cosa mettete a cuocere le patate, dato che ci vuole tempo e intanto mettete a mollo i funghi secchi in abbondante acqua tiepida.
Tagliate la zucca, fatene dei tocchetti e toglietele la buccia. Mettetela in una pirofila e fatela cuocere in forno a 180° fino a che non è morbida.

Tenete conto che più la zucca resterà asciuttta e più le cose saranno semplici dopo, quindi meglio lasciarla cuocere un po' di più che un po' di meno...
Io vi ho avvisati.

Una volta che avrete le patate cotte, i funghi ammorbiditi e la zucca cotta (non succederà mai contemporaneamente, rassegnatevi. non siete Wilma de Angelis) ecco quello che dovete fare.

Pelate le patate e fatene un purè bello denso, aggiungendoci (se ancora sono calde quando lo fate) un po' di burro, un'ombra di noce moscata e di pepe nero).

Fate soffrigere intanto un battuto di cipolla con un po' di burro e quando diventa dorato aggiungete i funghi ben scolati dalla loro acqua.
Non buttate però via tutta l'acqua, conservatene circa una tazza e usatela per cuocere i funghi dopo averli fatti soffriggere un po'.
Fate tirare tutta l'acqua e poi spegnete.

Passate anche la zucca, con un passaverdure o con un frullatore, dopo averla però ben scolata di qualsiasi residuo di acqua.
Aggiungete sale a piacere e una altro pizzico di pepe.

Ora guardate i vostri ingredienti e giudicateli spassionatamente.
Difficilmente la zucca sarà abbastanza aasciutta, quindi andrà fatta asciugare in padella.
Il purè di patate invece potrebbe essere della consistenza adatta, ovvero quella in cui si riesce quasi a farne delle palline, ad ogni modo non è facile...

Prendete i funghi e passateli velocemente al frullatore, senza tritarli a poltiglia, ma facendone tanti pezzettini piccoli.
Fate tirare la zucca in padella fino ad ottenere un purè asciutto e compatto.
Se necessario fatelo anche con il purè di patate.

Ora assaggiate, regolate di sale e spezie e poi mescolate i due purè con i funghi fino ad ottenere un composto unico e abbastanza omogeneo a cui unite il parmigiano grattugiato a volontà (non esagerate però).
Lasciatelo raffreddare completamente e, solo da freddo, unite un uovo che avrete prima montato per qualche minuto con una frusta o col frullatore.


A questo punto arriva la parte più micidiale di tutta la preparazione e dovrete armarvi di un bel po' di pazienza: dovete confezionare le crocchette.

Preparate un piatto pieno di tre parti di pane grattugiato per una di farina e una ciotolina con un tuorlo d'uovo.
Anche se avete fatto tutto come si deve, il composto, il vostro purè misto, non potrà mai essere troppo solido e quindi dovrete lavorare abbastanza per riuscire ad ottenere delle crocchette.
Prendete una cucchiaiata di purè e mettetelo in mezzo al pan grattato.
Ricopritelo e cominciate a "palleggiarvelo" da una mano all'altra, ricoprendolo, impanandolo e impastandolo parzialmente, in superficie, fino a quando non aquista una specie di consistenza compatta.
A quel punto passatelo velocemente nell'uovo e poi di nuovo nel pan grattato per un ultimo giro.

Potete preparare le crocchette della forma che preferite. Io preferisco farle come delle polpette schiacciate: sono più facili da plasmare e cuciono meglio quando dovrete friggerle.

Appunto: una volta che avrete confezionato tutte le vostre crocchette (e presumibilmente saranno trascorse alcune ere geologiche, in cui avrete maledetto me, la zucca e il momento in cui avete deciso di cucinare questa robaccia) dovrete friggerle in abbondante olio bollente.

Non lasciatevi tentare dalla malsana idea di usare poco olio credendo faccia meno male: meno olio usate e più le crocchette ne assorbiranno, oltre a rischiare di cuocere male o di bruciarsi.
Usate pure l'olio di semi, di mais magari, perchè usare l'olio d'oliva per friggere, a mio parere, è uno spreco e inoltre darebbe alla crocchette un sapore non loro e troppo intenso, che coprirebbe completamente il resto.
Cambiate l'olio quando è necessario e non fate i tirchi: quando diventa scuro e pieno di pezzetti bruciati non cuoce più bene, fa il triplo della puzza e fa anche male alla salute.
Scolate e asciugate bene le crocchette con della carta assorbente (quella carta per fritti che si vende apposta è fenomenale, ma anche la carta igienica fa il suo dovere...Basta non dirlo agli ospiti!) e servitele possibilmente ancora caldine, magari con una salsetta al formaggio in cui tocciarle!







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categoria:ricette elaborate, ispirazioni librarie, fritti
domenica, 19 marzo 2006

...Ed è così che in un'ozioso tardo pomeriggio di domenica scende in campo la parte di me che vanta (un po' sì, in effetti) ascendenze liguri. Certo, non è proprio di Recco, ma ogni scusa è buona per andare di  fugassa.

Ingredienti:
. 1/2 kg di farina bianca
. 1 bicchiere di acqua (di sicuro, poi magari diventa un po' di più, a seconda)
. 5/6 cucchiai di olio extravergine di oliva (meglio se ligure, ça va sans dire)
. 1 cucchiaino di sale fino
. 1/2 kg circa di stracchino o crescenza

Preparazione:
Fare la classica fontana con la farina ed amalgamare col resto degli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio, soffice ed elastico, poi mettere a riposare per 40 minuti/un'oretta.
Stenderlo in 4 sfoglie sottilissime col mattarello e stenderne una in una teglia (diametro 20/24 cm) unta d'olio e spargervi sopra lo stracchino stracciato a pezzetti con le mani. (Io con queste dosi ho ottenuto 4 sfoglie, per cui 2 focacce: ergo mettere su ognuno dei 2 fondi metà dose di stracchino)
Coprire con l'altra sfoglia e sigillare bene i bordi, spennellare con un poco-poco di olio e spargere qualche granello di sale, bucherellare qua e là la pasta con una forchetta per far fuoriuscire il vapore in cottura e infornare in forno caldo a 250° per una decina di minuti, o comunque fino a quando apparirà ben cotta, dorata e croccante.

Varianti interessanti possono prevedere l'inserimento di un po' di salume a scelta sullo stracchino oppure la sostituzione dell'ingrediente caseario con qualche altro formaggio tenero a discrezione.

Mi è venuta benissimo, volevo fotografarla per mostrarvela ma la famiglia famelica non me ne ha dato il tempo..!

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categoria:focacce, ricette semplici
martedì, 07 marzo 2006
Mantenendo la tradizione che ormai mi vuole dispensatrice di dolci, vi cedo ben volentieri la ricetta della torta di zucca preparata l'altra sera per il gruppo di Hogwarts Rpg.




Ricetta medio-facile
Tempo di preparazione: 2 ore


Per questa torta serve la pasta frolla, così, una volta per tutte, vi metto la semplice ricetta che segue.


300 gr di farina
150 gr di burro
due tuorli
100 gr di zucchero
un pizzico di sale
la buccia grattugiata di un limone (facoltativa...solo se vi piace)

Fate la fontana con la farina e lo zucchero, al centro metti le uova, il limone ed il burro a temperatura ambiente(va tirato fuori molto tempo prima di cominciare a alvorare, almeno un'ora), a pezzetti.

Amalgama prima con una forchetta, poi con le mani, fino ad ottenere una pasta mobida, compatta ed omogenea. L'impasto non va lavorato molto con le mani e se avete in cucina un piano di marmo, che resta freddo più a lungo, è meglio. Lasciare riposare 30 minuti in frigo.

In alternativa, potete usare la pasta frolla già pronta, che non è affatto male.


- Ingredienti -

Pasta frolla (se quella già pronta: due rotoli)
Zucca gialla (se già tagliata, almeno due begli spicchi abbondanti, altrimenti la metà di una zucca di media grandezza)
1 confezione di amaretti.
Un uovo
3 cucchiai da tavola di maizena
zucchero
cannella in polvere
zenzero in polvere
panna fresca


- Cosa vi serve -

Una pirofila da forno piuttosto ampia
una tortiera apribile, diametro circa 21cm
Un passaverdure, o in alternativa un frullatore.
Una pentola antiadrente
un cucchiaio di legno



Come fare:

Per prima cosa preparate la apsta frolla, se avete deciso di farla da voi.
Una volta fatta, mettetela a riposare in frigorifero ben coperta (altirmenti si secca)

Tagliate la zucca a dadetti, sbucciandola se non è troppo dura, altrimenti potrete togliere la buccia dopo che sarà cotta.
Disponete i pezzi di zucca nela pirofila e mettete in forno per circa un'ora a 180°.
Controllate che non bruci e che non si secchi troppo, ma lasciatela ben cuocere e asciugare.

Quando sarà cotta tanto da spappolarsi quando ci premete sopra la forchetta, tiratela fuori e passatela al passaverdure o nel frullatore finchè non diventa una pappa omogenea.

Ora passatela in pentola, aggiungendo lo zucchero (mezzo bicchiere da tavola), la cannella in polvere (un cucchiaio raso da tavola) e lo zenzero (un cucchiaio raso da tavola).

Fatele tirare tutta l'acqua mescolando continuamente, poi aggiungete mezzo bicchiere scarso di panna fresca e la maizena, facendo andare sul fuoco ancora per un minuto o poco più, fino a che non comincia ad addensarsi.
La consistenza che dovete ottenere è un composto denso ma non del tutto solido, facendo attenzione che non si formino dei grumi.

Tirate via dal fuoco e lasciate raffreddare.

Sbriciolate gli amaretti fino a che non sono diventati quaasi una polvere (potete farlo anche col frullatore se volete) e mettteli da parte in una ciotola.

Rompete l'uovo in una ciotolina e montatelo velocemente, ossigenandolo un po', poi unitelo al composto di zucca e agli amaretti, mescolando bene finchè non avrete amalgamato tutto quanto.
Lasciate riposare per un quarto d'ora la crema così ottenuta.

Intanto potete foderare la tortiera, ricordandovi di mettere sul fondo un folgio di carta da forno e di ungere bene il cerchio col burro, per evitare che si attacchi.

Riempite lo stampo con la crema di zucca, livellatela per bene e spolverate sopra quel che vi avanza degli amaretti.

Ora potete scegliere come chiudere la torta.
Potete ritagliare delle striscie di pasta frolla e decorarla a intreccio come la più classica delle crostate, oppure ricoprirla completamente col disco di pasta frolla come le pies inglesi. Un'altra opzione è quella che ho adottato io l'altra sera e cioè quella di fare delle decoraizoni di pasta frolla a forma di lune e stelle e di disporle in cima a alla torta. Insomma, date sfogo al lato artistico che è in voi...

Mettete nel forno preriscaldato a 180 gradi e lasciate cuocere per almeno un'ora.
Non è facile capire quando è cotta, ma ecco alcuni indizi:

- la crema di zucca diventa più scura, si gonfia un po' e si forma una corosticina.
- La pasta frolla sulla copertura diventa brunita e anche quella sui lati.

Tuttavia può succedere che lo strato di pasta sul fondo, soprattutto se il vostro forno non è un granchè, resti un po' crudo.
Per evitarlo potete far cuocere per qualche minuto la pasta senza riempirla con la crema, poi tirarla fuori e riempirla prima di farlgli ultimare la cottura.

La torta di zucca è al suo massimo se servita calda con una o due palline di gelato alla vaniglia, ma anche con della panna montata, rigorosamente fresca e non in lattina!

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categoria:dolci, ricette elaborate, ispirazioni librarie
martedì, 27 dicembre 2005
Miei cari, le feste mi hanno provata...
Deliri di cibo e di parenti, sfighe varie e contingenti... ho fatto pure la rima!
Per non escludervi da questa orgia di cibo festico, volgio rendervi edotti del mio dolce di maggior successo negli ultimi due anni.

E' una preparazione facilissima, ma fa un figurone grazie al suo... Colore!
Ebbene sì: portare in tavola qualcosa di verde ha sempre il suo perché!

Quindi, senza ulteriori indugi, ecco a voi...



La Mousse di Pistacchio


Ricetta facilissima
Tempo di preparazione: 30 minuti al massimo



Materiale necessario:

-Un frullatore (meglio se a immersione)

-Una terrina grande a bordi alti


Ingredienti:

-600 g. di ricotta (la S.Lucia ha la consistenza giusta)

-2 confezioni di zucchero a velo

-Pasta di pistacchio (la trovate nelle drogherie e nei negozi di alimentari più forniti)

-Mandorle a scaglie o granella di mandorle





Preaprazione:

Stemperate quattro cucchiaini di pasta di pistacchio con tre cucchiai da cucina di ricotta.

La pasta di pistacchio ha una consistenza oleosa ma piuttosto duretta, come il burro di noccioline tenuto in frigo o la nutella quando si raffredda troppo, per questo motivo, per farla amalgamare meglio con la ricotta, vi consiglio di stemperarla gradualmente.

Una volta che avrete il vostro quantitativo "madre" di ricotta e pistacchio, mettete nella terrina a bordo alto con il resto degli ingredienti e cominciate a frullare il tutto, aggiungendo lo zucchero gradualmente per non farlo raggrumare e -soprattutto- per non ricoprire di bianco tutta la casa, che fa molto white christmas ma poi a pulire potreste maledire tutti i santi del calendario!

Una volta che avrete amalgamato tutto quanto insieme (normalmente basta frullare per un paio di minuti) avrete la vostra mousse.
Assaggiatela.
Decidete se volete farla più dolce e in quel caso aggiungete zucchero, oppure se la volete più saporita e allora aggiungete un altro cucchiaino o due di pasta di pistacchio e date un'ultima frullata finale.
A questo punto avrete un composto omogeneo e denso, di un bel color verde brillante, che potrete servire così com'è o decorato come la fantasia vi suggerisce.

Potete servire la mousse nella stessa terrina con cui l'avete preparata oppure in una ciotola più elegante, a seconda delle situazioni.

Se volete fare davvero una figura da chef strafighi, potete procurarvi delle coppette di cioccolato fondente, che trovate sempre in drogheria o nei negozi di dolci.
Riempite ogni coppetta con la mousse di pistacchio e decorate il tutto con le mandorle, aggiungendo, se volete, anche qualche schizzo di cioccolato fuso o una ciliegina candita.

La mousse deve restare in frigorifero fino a che non la servite e tenete conto che se voleste decorarla con qualcosa di troppo pesante, vedrete la vostra decorazione affondare inesorabilmente, dato che, per quanto sia denso, questo dolce non può certo reggere scaglie di cioccolato o alberelli di marzapane! ^__^

Sconsiglio anche di usare codette o altre decorazioni di zucchero colorato, perché tendono a stingere e non fare sattamente bella figura... A meno che non le aggiungiate imemdiatamente prima di servire il tutto e allora avrete qualche minuto prima che il colore cominci a creare macchie sospette... Ma vi assicuro che tutte le volte che ho portato in tavola questo dolce non è mai sopravvissuto abbastanza perché questo succedesse!

Una nota importante sulla ricotta:

Normalmente gli ingredienti freschi sono sempre i migliori.
Normalmente.
In questo caso, per quanto faccia poco fine, vi consiglio vivamente di usare la ricotta confezionata, per vari motivi.
Il primo è che la ricotta fresca, quella sfusa insomma, non è mai uguale. Potreste trovarne di morbida e scioglievole e la vostra mousse diventerebbe troppo liquida, oppure di troppo "solida" e avreste uan specie di pasticcio grumoso.
Il secondo motivo è che costa molto di più e, visto ceh ve ne serve parecchia, non vale la pena di rischiare dia vere la ricotta sbaglaita e spendere anche un sacco di soldi, no?
Io uso la ricotta S.Lucia perché è cremosa senza diventare troppo liquida e mi trovo bene con quella.
Se non la trovate, sperimentate e ricordatevi che la mousse non deve assumere quel sapore "sabbioso" che spesso hanno le ricotte industriali, non deve esser troppo sciolta e nemmeno deve fare i grumi.

Quindi vi consiglio di assaggiare diverse qualità di ricotta per trovare quella che fa al caso vostro.



Ancora non mi spiego perché, ma tutte le volte che porto questo dolce a una festa o a una cena, finisce subito nel giro di un minuto e tutti rimangono stupiti e estasiati da questa ricetta semplicissima. Probabilmente, come dicevo, è il colore insolito a farla sembrare difficile da preparare, molto probabile anche che chi la vede pensi che io abbia pestato e frullato i pistacchi uno ad uno... Beh, voi lasciateglielo credere, no? ^__^

Resta il fatto che questo dolce è effettivamente buonissimo e anche relativamente leggero, dato che non contiene né panna, né mascarpone o simili, insomma, vi affido questa mia creatura, voi fatene buon uso!

postato da: Tanachvil alle ore 19:42 | Permalink | commenti
categoria:dolci, ricette semplici